Cammino di Santiago: 10 miti da sfatare (primo tempo)

Oggi vi voglio parlare delle 10 paure più comuni che possono frenare l’ entusiasmo per compiere quest’ esperienza.

 

In questa parte sfaterò i primi 5 miti per incoraggiarvi ad affrontare il Cammino nei migliore dei modi.
1) VESCICHE
Non è vero che vi riempirete di vesciche, bolle d’ acqua e i vostri piedi assumeranno forme mostruose come mi è capitato di leggere in molti blog.
Basta scegliere le scarpe giuste e ogni volta che ci si ferma per una sosta toglierle per far riposare e respirare il piede.
Appena finita la vostra tappa giornaliera fate una bella doccia e restate in ciabatte per tutto il tempo lasciando all’ aria i vostri piedi.
Se poi vi capita un ostello (come è successo a me a Sansol) che ha anche una vasca ghiacciata appositamente per rigenerare i vostri piedi è davvero il massimo per un’ottima ripresa.
FB_IMG_1504938312452

Con questi semplici accorgimenti eviterete di stressarvi con creme, unguenti e cerotti vari ma soprattutto eviterete il problema “vescica”!
2) SCARPE

Un’ altra leggenda del Cammino narra che le scarpe perfette siano quelle da trekking.
Balla gigante!
La scarpa perfetta per tutti non esiste.
Ognuno di noi ha un piede diverso rispetto ad un’altra persona per cui la stessa scarpa può andare bene per uno ma allo stesso tempo essere deleteria per un altro.
Quindi seguite il mio consiglio: partite con le scarpe cui siete abituati e con cui state comodi.

 

Io ad esempio sono partita con le mie inseparabili scarpe da running che uso tutto il giorno, tutti i giorni dell’ anno.
Il mio piede era abituato a quella scarpa cosi mi sono risparmiata le vesciche che vengono di solito quando si cambiano.
Il consiglio più importante: la cosa che non dovete assolutamente fare è comprarvi un paio di scarpe nuove una settimana prima della partenza!(dovete partire con scarpe che usate da almeno due mesi😉)
3 ) RACCHETTE
A meno che non soffriate di problemi al ginocchio, abbiate problemi alla schiena o difficoltà oggettive a camminare, evitate vi prego di acquistare questi elementi di disturbo!
Ho ancora impresso nella mente quel fastidioso ticchettio che ogni volta rompeva la magia del silenzio intorno a me.
“Tic Tic Tic” abbiate pietà.
Scherzi a parte sono davvero inutili se state in buona salute.
Ho camminato per 900km (ho prolungato fino a Finisterre il Cammino) senza MAI e sottolineo MAI aver avuto bisogno di una racchetta.
4) SOLITUDINE
Quando sono tornata dal Cammino una delle domandi più frequenti che mi sono state rivolte è stata: “Ma non ti sentivi sola?”
Premesso che non si è mai soli durante il Cammino a meno che voi non lo vogliate, ricordatevi che come voi altre 280,000 persone circa (media dei pellegrini annui a Santiago) intraprendono la STESSA IDENTICA vostra strada.
Quindi sarete in compagnia di altri che come voi camminano per raggiungere la vostra stessa meta.

 

 


Capiterà di percorre delle tappe a fianco di altri pellegrini, con altri stringerete amicizia e altri ancora li conoscerete durante il riposo serale in ostello.
Poi c’è la compagnia migliore: quella con se stessi che non ha niente a che vedere con la solitudine😊.

 

FB_IMG_1504939710382

 

5) FATICA
Il Cammino non è faticoso.
I tratti da percorrere sono quasi tutti in piano fatta eccezione per i Pirenei, l’Alto del Perdon, Monte Leon e O’ Cebreiro.
La cosa fondamentale è organizzare al meglio le tappe e non esagerare con i km giornalieri.
Non è una gara a chi arriva prima, ognuno ha i suoi ritmi e il suo tempo di recupero.
I primi giorni mi sono attenuta alla mia guida che prevedeva circa 25km al giorno.
Visto che non accusavo difficoltà ho aumentato di 5km al giorno e non ho mai sentito la stanchezza (solo i primi tre giorni di adattamento).
Il mio segreto?
Partivo appena sorgeva il sole per sfruttare tutte le mie energie durante la mattinata.

 

 


Ogni 5-10 km una pausa e arrivavo all’ora di pranzo che avevo coperto tre quarti del percorso giornaliero.
Gli ultimi 5km li tenevo per il dopo pranzo cosi da arrivare verso le tre in ostello ed avere tantissime ore per riposare.

 

Il mio rito di benessere?

 

Doccia, infradito, vestiti puliti, sole e venticello pomeridiano immersa nella scrittura e nella natura.
Il giorno dopo ero come nuova nonostante l’accumulo di km.

 

Fine primo tempo.

 

Nel prossimo articolo sfaterò gli altri 5 miti😊.

 

Un abbraccio

 

Veronica

4 pensieri riguardo “Cammino di Santiago: 10 miti da sfatare (primo tempo)

  1. Tra le tante cose verissime che hai scritto, una lo è più di tutte: essere in compagnia di se stessi non ha niente a che vedere con la solitudine… Con poche semplici parole hai espresso un pensiero denso di significato che condivido appieno! 🙂

    1. Grazie di cuore😍 è così bello sapere che altre persone sono in linea con questo pensiero…ti lascio una frase che ho letto pochi giorni fa e mi è rimasta impressa:” La solitudine è quello spazio in cui non mi sento mai solo”♥️

Rispondi