Cammino di Santiago: 10 miti da sfatare (secondo tempo)

Ecco gli ultimi 5 dei 10 miti da sfatare:
6) PERICOLO
Durante il Cammino non vi capiterà nulla di male.
Nessun pericolo: non vi perderete, nessuno vi aggredirà nè tanto meno vi deruberà.
Il percorso è segnato davvero bene, praticamente ogni 100-200m trovate la famosa freccia gialla o la conchiglia (simboli del Cammino) per terra, sulle cortecce degli alberi, sui muri: OVUNQUE basta tenere gli occhi aperti😉.

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Per quanto riguarda le aggressioni state tranquille, non sarete mai sole quando camminate.
Ci sarà sempre un pellegrino o un gruppo di persone avanti o dietro di voi.

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Sono davvero pochissimi i tratti isolati (a parte la Meseta),le tappe non sono mai troppo distanti l’una dall’ altra .

Inoltre su tutto il percorso troverete numerosi bar, punti ristoro e ostelli per cui il pericolo è davvero minimo.
Ovviamente cercate di evitare di mettervi in Cammino in orari poco trafficati (dopo pranzo dalle 13,30 alle 15,30) oppure quando è buio (prima dell’ alba o dopo il tramonto).
Anche per i furti non vi preoccupate.

Ho dormito in ostelli con oltre cinquanta persone lasciando il cellulare in carica e nessuno me lo ha toccato.
I soldi li tenevo nel mio nascondiglio segreto ma solo per precauzione😊.
Il clima che si respira durante il Cammino è davvero sereno: tutti stanno bene e di conseguenza sembrano diventare persone migliori!.
Quindi a meno che non vi chiudiate talmente tanto nei vostri pensieri (questo è il REALE pericolo, mi è successo un paio di volte e sono state le uniche in cui mi sono persa!) non si corrono rischi particolari.

7) NOIA
Un’ altra delle domande più richieste :”Ma non ti annoiavi tutto quel tempo a camminare?”
Assolutamente NO.

Come ci si fa ad annoiare cambiando ogni giorno paesaggio, sensazioni e meta?
Poteva capitarmi di passare in una sola giornata dalla campagna sterminata ai vigneti brulli alla montagna.

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Ogni giorno attraversavo un paese nuovo oppure una grande città.

Come ci può annoiare in questo modo?Più camminavo più avevo voglia di camminare: ero entusiasta dello spettacolo che ogni giorno si presentava ai miei occhi.
Certo non tutti i posti sono stati meravigliosi (specie le periferie industriali delle grandi città) ma poco importava: il giorno dopo sarei stata in un altro luogo tutto da scoprire.

Il Cammino è una grande, meravigliosa avventura.

8) FAME
Questa è la principale preoccupazione dell’italiano medio.
“Ma come facevi a mangiare?Cosa mangiavi?”
Ironicamente rispondevo: “Sono stata in Europa non nel Sahara!”
Ormai il Cammino è (purtroppo) diventato una moda e la grande mole di “turisti pellegrini”(come ho ribattezzato i modaioli che fanno il Cammino solo per usufruire di ostelli a basso costo) ha fatto crescere la ricettività in maniera esponenziale.
Non esiste un paese lungo il Cammino che non abbia un bar ( a parte il rifugio casa pound di Manjarin 😂).

Inoltre ogni ostello offre sia a pranzo che a cena il menù del Pellegrino.
Con una spesa che varia da 8 a 10 euro è previsto un primo, un secondo con contorno, pane, acqua,vino e dolce.
Non sto scherzando e cosa fondamentale il cibo è davvero OTTIMO.

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Ho mangiato meglio in ostello che in tanti ristoranti qui in Italia!.
Non dimentichiamo che in Spagna esistono anche i supermercati!!!.

Quindi state tranquilli che non morirete di fame😊.
9) DORMIRE IN OSTELLO
Questa era una delle mie paure più grandi da superare.
Avrei dovuto per la prima volta in tutta la mia vita dividere una stanza con tanti sconosciuti.
Devo ammettere che le prime due notti ho dormito in camera singola.
Il terzo giorno ho fatto amicizia con tre connazionali e finalmente mi sono buttata scoprendo che alla fine non era assolutamente terribile come me lo immaginavo.
Esattamente il contrario: la maggiorparte degli ostelli in cui ho pernottato erano accoglienti, confortevoli e puliti.
Tutto questo alla modica cifra di 10 euro; ho trovato ostelli comunali anche a 5 euro ma erano troppo affollati.
Personalmente preferivo gli ostelli con massimo dieci persone a camera perchè c’era meno confusione e meno rischio di imbattersi nel “turista-pellegrino”.
Non abbiate paura di dormire in ostello fidatevi è una bellissima esperienza di condivisione e umanità.
10) NON INSEGNA NULLA
Penso che il Cammino mi abbia dato la migliore lezione della mia vita.

 

Se lo affronterete dal principio alla fine (tutti gli 800km senza sconti nè scorciatoie) cercando di ritrovare il contatto con voi stessi nella solitudine,siatene certi: tornerete più ricchi di quando siete partiti!
Sto scrivendo un libro su questa esperienza nel quale ho raccolto le numerose riflessioni e i preziosi insegnamenti che ha saputo regalarmi.
Se dovessi riassumere il Cammino di Santiago con poche parole direi che è una caccia al tesoro nel quale il tesoro da trovare siete VOI!

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Un abbraccio

Veronica

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4 pensieri riguardo “Cammino di Santiago: 10 miti da sfatare (secondo tempo)

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