Messico: Cobà, un’avventura nella giungla

Eccoci di nuovo in compagnia di Cristina che oggi ci racconta il suo secondo giorno in Messico

COBA’

copertina

Per questa seconda giornata in Messico ci aspetta una vera e propria avventura nella giungla!

Si parte di mattina presto per raggiungere il sito archeologico di Cobà, un luogo davvero unico.

Le rovine sono completamente immerse in una fitta giungla che attraversiamo noleggiando delle bici all’interno della zona archeologica.

Percorriamo diversi sentieri fino ad arrivare davanti alla Grande Piramide, che con i suoi 42 metri di altezza, è il secondo edificio maya più alto dello Yucatan.

Sempre sulla mia guida avevo letto che la salita sugli antichi gradini della piramide poteva incutere paura ma personalmente ne ho avuta di più durante la discesa!

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Prima di iniziare la scalata mi sono ripromessa di non voltarmi mai indietro finché non fossi arrivata sulla cima e credimi, lo spettacolo che si è presentato ai miei occhi dopo questa bella sudata è stato indescrivibile.

Avanti a me si aprivano chilometri e chilometri di giungla dal colore verde intenso: sembrava non avesse fine.

Cristina

Mi sono commossa a quella vista, è stato davvero un momento emozionante.

Anche in questo sito, come a Chichén Itzà, non c’è soltanto una piramide ma anche campi per il juego de pelota, templi e molte altre rovine, alcune delle quali ancora sommerse dal fitto della giungla.

Uscendo dal complesso, sotto suggerimento della nostra guida Mattia, ci rinfreschiamo con un Redbull Maya, una sorta di spremuta di più frutti (mango, papaya, melone ecc.) con l’aggiunta di miele e propoli, preparata davanti ai nostri occhi.

Ma i 25 gradi del cenote Multum Ha in cui poco dopo abbiamo fatto il nostro secondo bagno del viaggio, credo ci abbiano rinfrescato molto di più!

 

A questo punto ci è venuta fame e il languorino si è fatto sentire ancora di più al pensiero che saremo stati ospiti da Enrique, un messicano che vive in un piccolo villaggio chiamato Nuevo Durango, insieme alla sua famiglia composta dalla moglie, sei figli ed il settimo in arrivo…

Lungo il tragitto per raggiungere la casa, mi isolo tra i miei pensieri perché guardando fuori dal finestrino, mi rendo conto della realtà di vita in Messico: una strada, una chiesa, una scuola, i bambini in divisa che tornano a casa a piedi sorridenti, case che noi definiremo delle capanne con l’essenziale e niente di più.

 


Enrique ci accoglie con un grandissimo sorriso e mentre aspettiamo il pranzo, le donne di casa ci fanno provare con le nostre mani a stendere delle piccole tortillas ma proprio quando le allieve stavano per superare le maestre si è fatta ora di sedersi a tavola.

Ci hanno preparato il pollo allevato dietro casa di Enrique con riso, purea di fagioli neri, patate ed anche un piccolo dolce.

Il tutto accompagnato dall’ Acqua di Jamaica, una bevanda preparata con i fiori di ibisco che ha proprietà diuretiche.

Ne ho bevuta davvero tanta durante la mia permanenza in Messico: è buonissima e dissetante!

Abbiamo lasciato casa di Enrique a malincuore anche se ho portato con me un buon ricordo: il miele prodotto dalle sue api che, sarò anche un pelino esagerata, ma è qualcosa di idilliaco!


Le emozioni però non sono ancora finite.

Da Nuevo Durango ci addentriamo ai piedi della giungla vera e propria per andare a conoscere la Familia Cahum, che vive in capanne dal tetto di foglie di palma, mangiando quello che produce la terra e curandosi grazie alle tante proprietà delle piante e del miele prodotto dalle api melipone, api che non hanno pungiglione.

 

Il miele che producono, a differenza di quello comune, non appiccica e non unge.

Lo abbiamo assaggiato direttamente dall’alveare ed era squisito!

Abbiamo fatto una bella passeggiata tra le innumerevoli varietà di piante che circondano la loro proprietà, siamo entrati nelle stanze dove dormono tutti insieme sulle amache e ci siamo ritrovati a giocare insieme con le fionde!

Sembrava di essere tornati indietro di 30 anni, quando non c’erano iphone o playstation ma con tanta fantasia si creavano giochi improvvisati e si era felici con poco.

Lasciamo anche la famiglia Cahum e ci dirigiamo nella foresta per avvistare le scimmie ragno e le scimmie urlatrici ma prima di entrare, partecipiamo ad una cerimonia sciamanica di fortuna e purificazione per l’accesso alla foresta.

Anche se non ho capito granché, poichè è stato celebrato in lingua maya, e non so cos’ abbia bevuto dalla coppa che lo sciamano ci ha messo tra le mani, devo ammettere che il rito ci ha portato fortuna perché appena entrati nella foresta sono arrivate le scimmie facendosi ammirare mentre saltavano da un albero all’altro.


Camminando nella giungla raggiungiamo Punta Laguna dove ci attende l’ultima grande avventura della giornata.

Muniti di giubbetto di salvataggio, attraversiamo la laguna con la canoa fino a raggiungere la sponda opposta dove ci attende un’altro tratto di foresta per arrivare ad una piattaforma nella quale veniamo imbracati per la zip-line.


Il nostro volo comincia nel verde della foresta e quando ci lanciamo abbandonando la terra sotto i piedi, la zip-line inizia a scorrere a tutta velocità sorvolando la grandissima laguna.

Non scorderò mai il vento tra i capelli, il cuore che batteva all’impazzata e quell’esplosione di adrenalina vissuti in una manciata di secondi!

Un’esperienza da provare almeno una volta nella vita.

Cristina Sarandrea

 

Chissà cos’altro avrà combinato la nostra Cristina…se vuoi scoprirlo, non ti resta che aspettare il prossimo mercoledì😉

Hai vissuto anche tu un’avventura entusiasmante o un viaggio che ti è rimasto nel cuore e vorresti raccontarlo nel mio blog?

Scrivimi, sarò felice di pubblicarlo e condividerlo 😊

Un abbraccio

Veronica

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14 pensieri riguardo “Messico: Cobà, un’avventura nella giungla

  1. alla fine leggendo questi resoconti sembra di esserci stati davvero! E chi, come me, non ha possibilità o tempo, ne prende tutta la magia soltanto attraverso gli occhi e la mente che vola sulle parole appena lette. Sicuramente non sarà la stessa cosa, perchè gli odori e i sapori raccontati non sono fisicamente paragonabili ma in qualche modo riescono a farti sentire qualcosa, anche se soltanto immaginata. La parola dell’esperienza vissuta è un grande dono perchè sa offrire al lettore, in una sorta di alchemica empatia, la percezione sensoriale, intrinseca e interiore, dello scrittore. Quindi ben vengano questi viaggi, che oltre le porte della mente e degli occhi, spingono all’immedesimazione e alla comunanza. Sia essa luogo o latitudine non fa differenza, alla fine basta lasciarsi condurre tra sinapsi e spirito e tutto diventa più vero, quasi tangibile…una specie di sogno ad occhi aperti.

    “Sognare è la libertà di percepire mondi al di là dell’immaginazione.” CARLOS CASTAÑEDA

    Ti lascio il mio solito brano, questa volta è un brano maja in onore all’articolo

    ciao carissima, a presto!

    Piace a 1 persona

    1. Hai trovato la frase che meglio si addice alla scelta del nome del blog…sogna, è la prima che ho voluto mettere perchè il sogno è il momento più importante, quello da cui COMINCIA ogni cosa😊

      E’ nella nostra mente che facciamo i viaggi migliori poi poco importa se diventeranno un giorno reali, l’importante è continuare ad usare l’immaginazione…eccoti spiegato il motivo per cui ho scelto SOGNA come prima parola😉

      Per il resto credo sia fantastico poter ospitare e condividere viaggi chd hanno fatto altre persone per trovare nuove ispirazioni o semplicemente per vivere un’avventura anche restando seduti in poltrona 😍😍😍

      Un abbraccio forte e come sempre vado ad ascoltare il tuo brano🌻⚘

      Buona giornata💞

      Mi piace

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