L’ottava meraviglia del mondo

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Primo giorno di esplorazione che non può non cominciare da Angkor, il sito archeologico più importante della Cambogia.

Si tratta di un complesso molto vasto che si estende su 400 km²  ospitando un centinaio di templi alcuni ben conservati altri ridotti in rovina.

E’ talmente grande che è impossibile visitarlo in un giorno.

Oggi mi dedicherò alla parte piccola che ricopre un raggio di 20 km fattibile con la bicicletta.

In sella alla mia mountain bike mi ritrovo a pedalare in mezzo al traffico cittadino e mi sento come Lara Croft nell’ultimo film uscito di Tomb Raider 😍

L’ ho visto al cinema a marzo ed è stato grazie a questo film che ho conosciuto la Cambogia.

Mi sono innamorata della sua natura ancora selvaggia, in particolare di un tempio in rovina quasi inghiottito da un albero gigante.

Mi avessero detto che di lì a 9 mesi mi sarei ritrovata in Cambogia a sfrecciare tra le auto in coda con una bicicletta verso Ta Prohm, il tempio di Tomb Raider, sarei scoppiata a ridere!

Il bello della vita è che a volte riesce a sorprenderti oltre l’immaginabile…

Mentre Lara Croft passava le sue giornate in bici felice e contenta, io dopo soltanto una decina di km ho cominciato ad avvertire quel dolore ormai dimenticato in anni di inattività provocato dal sellino😂😂😂😂

Arrivata al centro ticket dislocato in un’ area poco distante dal parco, acquisto il biglietto per circa sessanta dollari (valido per tre giorni)

Angkor

Oggi esplorerò la zona più piccola e domani quella più grande con il tuk tuk.

La parte odierna prevede i giganti Angkor Wat ed Angkor Thom

Angkor Wat

Angkor

Tempio Khmer, è il simbolo della Cambogia tanto da apparire nella bandiera nazionale.

E’ il più grande monumento religioso del mondo!

Quando parcheggio la bici resto senza parole intravedendo all’orizzonte le torri del tempio che svettano oltre il fiume che ci separa.

Dovrò percorrere una lunghissima pensilina di galleggianti prima di entrare nel complesso già affollato di prima mattina.

Angkor

Mi sembra di essere in un villaggio piuttosto che in un tempio.

Per arrivare al cuore di Angkor Wat bisogna camminare almeno dieci minuti attraversando un largo corridoio in pietra che taglia un grande prato.

Dal corridoio si snodano altri sentieri che portano a costruzioni religiose dislocate ovunque.

Angkor

Giunta finalmente sotto le torri alzo gli occhi al cielo e vedendo turisti cinesi sbucare da ogni finestra capisco che si può salire.

Giro l’ angolo e rimango sconcertata dalla fila mostruosa che si è creata per poter accedere alla ripida scalinata che conduce in cima.

Angkor

Desisto dal tentare, sono le 11.30 il caldo comincia a farsi sentire, il sole batte forte e l’ idea di perdere ore in questo modo rischiando anche di non vedere nulla per l’ eccessivo affollamento, mi spegne l’entusiasmo.

Peccato per l’assalto turistico, il complesso è di una bellezza incredibile.

Cercavo di immaginarlo ai tempi degli sfarzi rimettendo a posto con la mente ogni pietra sparsa nel prato e ne usciva un quadro di ricchezza, prosperità e magnificenza 😊

Dopo la pausa pranzo con terrore riprendo la bici, il dolore da contatto del sellino si è acutizzato. Per smorzarlo mi alzo e pedalo in piedi, mi perdo (inauguro il viaggio come il mio solito) e dopo aver allungato di 5-10km riesco finalmente a trovare la strada per Angkor Thom.

Dopo essere tornata indietro supero Angkor Wat e percorro un lungo viale alberato fino ad intravedere la grande porta d’ ingresso ad Angkor Thom interamente in pietra scolpita con un grande Buddha che spicca nel centro.

Angkor

In quest’ area ci sono diversi templi. Ne ho visti due poco distanti l’uno dall’ altro: Bayon e Baphung.

ANGKOR THOM : TEMPIO DI BAYON

Angkor

L’ho ribattezzato il tempio di Indiana Jones.

Mentre camminavo al suo interno tra giochi perfetti di simmetrie e rovine mi venivano in mente le avventure del mio mito da bambina.

E’ un luogo molto suggestivo di cui mi sono rimasti impressi i suoni provenienti dall’alto delle torri.

Credo siano stati versi di pipistrelli. Si sentivano quando si passava sotto la torre da cui filtrava pochissima luce da qualche spiraglio lasciato dalle pietre crollate.

ANGKOR THOM: TEMPIO BAPHUNG

Angkor

L’ ultimo tempio della giornata sarà lo splendido Baphung che si conquista immediatamente il primo posto nella mia classifica.

Indovina perchè?

Bisogna salire moltissimi gradini 😍

Angkor

Seduta in cima ad ammirare l’ incredibile vista dall’ alto del grande tempio immerso nella natura, mi sembrava di essere a Chichen Itza, nel famoso sito archeologico messicano.

Angkor

La struttura gli somiglia moltissimo con l’alta scalinata, la piramide e il verde intorno.

Peccato che il punto d’accesso alla vetta fosse chiuso, il panorama sarebbe stato ancora più bello.

Angkor potrebbe essere la Chichen Itza della Cambogia solo meno inflazionata rispetto all’originale e di gran lunga più grande.

Si sono fatte ormai le quattro di pomeriggio. La stanchezza dovuta al caldo, la bici e le scalate si fa sentire così mi concedo una pausa rinfrescante con del mango tagliato a fette ed un lime honey una sorta di granita con miele e succo di lime fresco dal gusto divino.

Alzarsi dalla seggiola rossa in plastica ai piedi di un albero enorme che abbraccia sotto la sua ombra bar, auto, motorini e baracche è incredibilmente dura!

Angkor

Per oggi le energie sono finite ma gli occhi sono pieni di meraviglia perciò posso ritenermi soddisfatta e tornare in albergo per una gran bella doccia😜

Il ritorno in bici, quasi tutto pedalando in piedi, è stato devastante😂😂😂

Fortuna che l’ ho presa soltanto per un giorno…

Da Angkor è tutto.

Un abbraccio

Veronica
(6 gennaio 2019)

P.S. al link qui sotto trovi maggiori info su prezzi e orari

Sito ufficiale Angkor

44 COMMENTS

  1. Ciao Veronica! Le tue belle foto mi fanno tornare alla mente il mio viaggio in Cambogia nell’ornai lontano 2006. Se hai tempo e voglia, vai a visitare il Land Mine Museum (ammesso che esista ancora) un’esperienza molto toccante sotto il profilo umano ma può aiutare molto i ragazzi che ci lavorano e, quasi tutti, mutilati dalle mine! Buon viaggio e buona esplorazione Veronica “Croft”.

    • Gianfranco carissimo che piacere risentirti😍😍😍 come stai?E Renata?Avete qualche altro cammino in progetto?
      Per quanto riguarda il museo l’ ho visto e ne parlerò assolutamente perchè è un’esperienza che mi ha toccato profondamente e mi ha lasciato senza parole…non credevo che esistessero ancora milioni di mine inesplose in questa terra…davvero allarmante!
      Pensare a tutti quei bambini che giocano liberi nei prati mi fa stringere il cuore…è l’altra faccia della Cambogia quella nascosta ma che deve assolutamente uscire fuori…non possono essere lasciati soli❤
      Un abbraccio forte e grazie del consiglio 🌷

    • Ce la metterò tutta caro Giovanni e spero di farti vivere anche se in parte le emozioni e la bellezza che questa terra sa regalare😍
      Ti abbraccio forte❤

  2. Mi piace se non sbaglio tutti questi templi costruiti in tutto il mondo nello stesso periodo forse c’era un significato ognuno con la sua dottrina religiosa e stellare grazie di farci conoscere queste meraviglie

    • E io ci ho pensato grazie a te e alle tue foto…😍 quando ho raccontato del tuo viaggio, l’ho vissuto un po’ anche io😍😘

    • Grazie di cuore😊…in bicicletta vi consiglio allenamento preventivo o pantaloni da spinning imbottiti🤣🤣🤣🤣
      Scherzi a parte quando siete andati?Se avete scritto un articolo mi mettete il link?Sono curiosa di leggerlo😁

  3. finalmente ti vedo!!!
    Prima eri sempre di spalle o in lontananza, come a significare la distanza del viaggio, del cammino. Ora invece sei chiaramente tu, sorridente (ma non avevo dubbi sul tuo sorriso).
    Cosa dire di questa ennesima pagina di ancestrale bellezza, mi riavvicina ai luoghi che in qualche modo mi vivono dentro, ci vivono dentro, luoghi di antica meraviglia e di grande spiritualità. Mi è piaciuta molto la penultima foto, tu seduta che guardi i resti di Angkor, immersa e persa, rapita e allo stesso tempo ladra!
    In queste tue foto si percepisce una sorta di amore/malore (in senso figurato), dove il soggetto non è soltanto quello che sta davanti ma, come in una sorta di trasfert, anche colui che si trova dall’altra parte dell’obiettivo, in una proiezione di “ritorno”, di afflato che lascia stupiti e allo stesso tempo coinvolge.
    Ti lascio il solito brano di una grandissima artista indiana, Anoushka Shankar, dal titolo Ancient Love. Già, proprio quell’amore antico a cui mi riferivo.
    Ciao e alla prossima

    • Eccomi Sarino😍
      Scusa per il ritardo nella risposta ma sono stati giorni intensi soprattutto il ritorno a Bangkok stavolta passando per la frontiera a sud ancora più avventurosa dell’andata…ma ogni cosa a suo tempo e te la svelerò alla fine del mio racconto…
      Hai ragione quei luoghi ci vivono dentro e quando ce li ritroviamo davanti agli occhi, sprigionano una tale energia difficile da descrivere a parole…una sensazione che ci avvicina alla parte più nascosta di noi stessi,quella spirituale…da tanti temuta perchè mette faccia a faccia con i propri demoni e si preferisce metterli in un angolo piuttosto che affrontarli…
      Anche a me quella foto piace molto ed hai saputo leggerla come in fondo riesci sempre a fare con la tua empatia😍
      Vado ad ascoltare con la solita curiosità il tuo brano che sono certa farà da colonna sonora al mio viaggio❤
      Grazie di cuore caro Sarino, buona serata un abbraccio fortissimo🌻

  4. Ciao Veronica,
    che posti !!!
    Magici !
    scusa per il mio ritardo, ma non sapevo se stessi tornando o meno 🙂
    Intanto ti abbraccio,
    sei un Mito!
    Grande Veronica, a presto Monica
    🙂 🙂 🙂

    • Eh già caro Mauro sono tornata😭😭😭…sarei rimasta molto volentieri almeno un’altra decina di giorni..c’è cosi tanto da vedere…comunque ora rimetto in ordine i miei appunti e pubblicherò i post delle mie indimenticabili giornate in Cambogia❤
      Un abbraccio fortissimo e a presto😁

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