Sei da qualche parte, all’aperto, in Nord Europa; è notte ed è buio pesto, il freddo ti fa battere i denti, ma aspetti impaziente con il naso all’insù. Sposti gli occhi da un punto all’altro del cielo e, a un tratto, appare uno degli spettacoli più incredibili sulla faccia della terra: l’aurora boreale.

Che ti sorprenda in spiaggia, in una landa desolata, sopra a una cascata o una montagna, l’effetto sarà sempre lo stesso. Sussulti. E un brivido, che non ha niente a che vedere con il freddo, ti sale per la schiena. I battiti del cuore accelerano, le gambe tremano e le lacrime offuscano la vista.

Non stai sognando, è tutto vero!

Aurora boreale

Aurora boreale: cos’è?

Un testo norvegese del 1250 la descrive così:

«Appare come la fiamma di un fuoco intenso visto da lontano. Strali appuntiti di disuguale e variabilissima grandezza dardeggiano verso l’alto nell’aria, così che ora l’uno ora l’altro è il più alto, e la luce ondeggia come una vampata splendente… e talvolta sembra sprigionare scintille come un ferro incandescente estratto dalla forgia. Come la notte termina e si avvicina l’alba, incomincia a impallidire e scompare quando prorompe il giorno… Noi non sappiamo nulla della natura delle Luci del Nord, ma l’uomo saggio propone idee e semplici congetture, e crede solo in ciò che è comune e probabile.

L’uomo saggio, lo scienziato, probabilmente la descriverebbe come l’incontro tra particelle generate dal sole (elettroni e protoni), il vento solare e la nostra ionosfera.

Potrebbe durare solo dieci minuti o addirittura una notte intera, dipenderà dall’intensità del vento solare.

E poi ci sono le leggende che aggiungono quel tocco in più di magia.

Dai Sami che credevano che le luci fossero l’energia delle anime dei defunti che raggiungevano l’aldilà ai finlandesi convinti che fosse la neve spruzzata nel cielo dalla coda di una volpe magica.

Per i norvegesi, le scie che danzavano nel cielo, erano raggi di sole riflessi sugli scudi delle Valchirie, in sella ai loro cavalli alati.

Gli eschimesi credevano che l’aurora boreale fosse generata dagli spiriti dei morti che giocavano a palla nel cielo con il teschio o la testa di un tricheco.

Ma la versione più bella, secondo me, è quella degli indiani Algonquin che credevano che Nanahbozho, il Creatore, dopo aver finito di creare la terra, si fosse trasferito nel lontano Nord, dove ancora oggi accende fuochi che si riflettono nel cielo per ricordare alle sue creature il suo amore.

Alla fine, l’unico modo che hai se vuoi renderti conto di cosa sia l’aurora boreale, è fare le valigie e andare a vedere questa magia di persona.

E ti do anche un altro buon motivo per farlo: questi sono gli anni migliori.

Aurora norvegia

Perché sono gli anni migliori per vedere l’aurora boreale?

Il venticinquesimo ciclo solare è cominciato a settembre 2020, come da comunicazione ufficiale della NASA.

Il picco solare è previsto tra il 2023 e il 2026 quindi avrai ottime possibilità di vedere l’aurora boreale.

Prima di andare a caccia ricordati di consultare le previsioni: il cielo deve essere limpido e buio, la regola generale è più è scuro, più è facile!

Controlla anche il Kp, l’indice che misura la magnitudo delle tempeste geomagnetiche.

Il Kp ha una scala che va da 0 a 9, se il valore è basso indica una bassa attività solare, con questo valore è più facile vedere l’aurora boreale al circolo polare.

All’aumentare del valore di Kp, la visibilità dell’aurora boreale raggiunge latitudini più basse.

Con valori molto alti di Kp è possibile, per esempio, vedere le aurore boreali in Irlanda, Scozia, Danimarca.

Esistono diversi siti e app per essere aggiornato in tempo reale, tra i principali Aurora forecast.

Molti hanno anche a disposizione un’applicazione da scaricare che invia una notifica in caso di aurora boreale nella zona in cui ti trovi.

Preparati a giochi di luce pazzeschi nei cieli del grande Nord, nel prossimo paragrafo ti consiglio cosa mettere in valigia per proteggerti dal freddo.

Luci del nord

Come prepararsi al viaggio: abbigliamento

È fondamentale che tu sia preparato (e ben coperto) al gelido inverno artico e alle lunghe attese all’aperto se vuoi ammirare le scie luminose senza assiderarti (ti assicuro che fa davvero un freddo cane!)

Nel tuo bagaglio non deve assolutamente mancare abbigliamento termico, una giacca pesante, scarponi e guanti impermeabili, cappello o passamontagna, sciarpa.

Portati anche scaldamani e scaldapiedi, da mettere nei guanti e negli scarponi per riscaldarti quando sarai all’aperto.

Mete migliori per vedere l’aurora boreale

Ma dove bisogna andare per vedere l’aurora boreale?

Puoi vederla in Groenlandia, Russia, Canada, Stati Uniti d’America e Alaska. Dal momento che per ammirarla al suo massimo splendore è necessario trovarsi in un posto senza inquinamento luminoso, le vaste distese dell’Alaska sono perfette (è visibile in media più di 200 giorni all’anno.)

Se, tuttavia, non vuoi spingerti fino all’Alaska, puoi osservarla nel nord Europa: Finlandia, Norvegia, Svezia, più raramente in Irlanda, Danimarca, Scozia e Inghilterra, ma se vuoi andare proprio a colpo sicuro, scegli l’Islanda.

L’Islanda è una delle mete migliori per vedere l’aurora boreale, a differenza degli altri paesi in cui bisogna raggiungere una zona precisa, qui potrai vederla in ogni punto.

E poi le aurore ci sono tutto l’anno, anche se in estate il cielo è troppo chiaro perché possano essere viste.

Aurora boreale

Aurora boreale in Islanda

Un viaggio in Islanda in inverno, oltre a farti scoprire imponenti cascate ghiacciate, geyser bollenti e ascoltare il suono degli iceberg che si staccano dal ghiacciaio, ti offrirà l’occasione di vedere l’aurora boreale.

Il momento migliore per partire è tra ottobre e marzo.

Se vuoi prendere due piccioni con una fava e quindi, esplorare i posti più iconici d’Islanda e andare a caccia di aurore, ti consiglio di partire con WeRoad.

Fanno un giro bellissimo. Partono da Reykjavik per poi spostarsi alla penisola di Snæfellsnes per ammirare la montagna simbolo dell’Islanda, il Kirkjufell.

Il viaggio continua al Circolo d’Oro con la splendida cascata Gullfoss e Strokkur, uno dei più famosi geysir islandesi che erutta ogni 4-8 minuti.

E ancora, la spiaggia nera di Reynisjara e il Vatnajökull, il quinto ghiacciaio più esteso del mondo, da cui ogni giorno blocchi di ghiaccio si staccano e diventano iceberg solitari nella laguna di Jökulsarlon.

Poi le cascate Skogafoss e Seljalandfoss; una tappa alla Sky Lagoon e infine il rientro a Reyjkiavik, a fare due passi per le vie del centro.

Tutte le notti, ovviamente, andrai a caccia dell’aurora!

Posso assicurarti che in gruppo non solo avrai più opportunità di avvistarla ma soprattutto, condividerai la felicità con dei compagni di viaggio che proveranno il tuo stesso entusiasmo.

Se quest’inverno vuoi farti un regalo indimenticabile, regalati l’aurora boreale in Islanda e parti con WeRoad.

Consulta il calendario prossime partenze WeRoad.

Ho avuto la fortuna di vedere l’aurora quest’anno a febbraio e posso garantirti che è un’esperienza da fare assolutamente una volta nella vita.

E tu, hai mai visto o vorresti vedere l’aurora boreale?

Un abbraccio

Veronica

 

11 COMMENTS

  1. So beautiful! We often have Northern Lights activity in my home town Calgary, which is fairly south. It’s always an amazing show. 😊 By the way, I can open this post on-line but the last two I couldn’t. Google said suspicious website and blocked me. Maggie

    • Hi Maggie, thanks for letting me know, I had to intervene and delete the last two articles because I had caught a virus, now I should have solved it. And I’m back to posting, if you managed to read it the problem should be gone but if it happens again in the future, could you please let me know?
      Thank you very much, a hug
      Veronica

  2. Caro Sarino,
    il brano che mi hai mandato è assolutamente azzeccato, ci starebbe benissimo come sottofondo all’aurora.
    Hai ragione, ormai è diventata una corsa alla foto più bella ma è ancora possibile godersi un’esperienza più autentica/mistica allontanandosi dai posti più famosi. Pensa a febbraio sono stata alle Lofoten e sono riuscita a vederla due volte in due giorni. La prima è stata deludente, eravamo tutti ammassati su una spiaggia, davanti a me una fila orizzontale di una cinquantina di fotografi tutti con i cavalletti ficcati nella sabbia e la macchinetta puntati sulla montagna per la composizione fotografica immagino…Beh ci credi che un povero cristiano ha osato attraversare la spiaggia e tutti gli si sono scagliati contro perchè rovinava la foto?E in tutto questo sopra le nostre teste danzava sinuoso questo fascio di luce verde ma erano tutti impegnati a mettere l’occhio nella macchinetta per la foto.
    Il secondo giorno è stato il migliore. Me ne sono rimasta nel Rorbuer con la mia amica per evitare un’altra caccia all’aurora come quella della notte precedente. E sbam verso le 11 comodamente stesa sul divano al calduccio è apparsa alla finestra l’aurora!
    Il mio sogno era proprio questo: riuscire a vederla senza andarmela a cercare, come fanno i norvegesi. Come un miracolo che arriva senza preavviso.
    Un abbraccio caro Sarino e buon inizio settimana❤️

  3. connessione, ecco questa è per me l’aurora, che già dal nome sottende l’aura, la luce, chiarore, quella sorta di magica “cintura” che avvolge e conduce. Una pace celeste che riconnette con lo spirito, lo sapevano bene gli “antichi”, una consapevolezza che noi abbiamo ormai perduto, tranne che per qualche articolo o comparsata per celebrare qualcosa di visivamente impattante e nient’altro. Non è il “senso” la vera ricerca ma solo una foto commercialmente vendibile. Si è spinti, ormai, a non “confondersi” più con il miracolo della natura ma si tende a sottometterla anche attraverso la sola “pubblicità”. Dovremmo ritornare a vedere non con gli occhi fisici ma con quelli della mente, lasciarci accompagnare verso quell’oltre che, in fondo, è la nostra vera casa. Le manifestazioni naturali erano un viatico al mistico: ricerca e condivisione al fine di trarne domande e poi risposte, sperimentazione con l’unico scopo si dare, o almeno provare, a “significare” la nostra presenza qui. Tutto era rivolto alla conoscenza, alla creazione di connessioni, dai riti alle manifestazioni apotropaiche, dalle danze ai canti, tutto rivolto all’ideificazione del naturale, al quella miscela primitiva di “ricondurre” l’umano al celeste.
    Ti lascio un brano, solito, che dal suono della voce rilascia la misura di quanto detto.
    Ciao cara e buona domenica.
    https://www.youtube.com/watch?v=7b1egQpIjLs

    • Ciao Sarino, ti ho risposto ma ho aggiornato il sito e ho fatto confusione invece di mettere il reply , ho scritto direttamente ed ho finito per scrivere un commento, lo trovi tra gli altri dell’articolo…sorry

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.