Il giro dell’Islanda in 10 giorni

Finalmente il mio sogno si è avverato: sono riuscita a visitare l’Islanda in 10 giorni ed è stato in assoluto il viaggio on the road più emozionante della mia vita!

Sei pronto a ripercorrere con me le tappe di questa indimenticabile avventura?

Islanda in 10 giorni
Panorama dal Kirkjufell

Il mio itinerario per visitare l’Islanda in 10 giorni.

La mia idea generale era percorrere tutta la Ring Road, la strada 1 che gira ad anello per tutta l’Islanda e permette di visitare le principali attrazioni della terra del ghiaccio.

Ovviamente erano previsti anche molti off the road (sai già della mia passione per l’avventura) e questo viaggio in particolare è stato il più avventuroso e divertente della mia vita!

Guidare sulla Ring Road è già di per sé un viaggio, chilometro dopo chilometro vedi il paesaggio cambiare piano piano, sorprendendoti continuamente!

Dalle verdi montagne di velluto sono passata alla costa bagnata dal mare blu cobalto, dalle spiagge nere al deserto e ancora ghiacciai, fiordi, geysir, vulcani, laghi e poi loro,le protagoniste indiscusse, le cascate.

Di ogni forma,altezza e colore.

Per il mio viaggio non ho prenotato assolutamente nulla, soltanto la prima notte a Reykjavík punto di partenza del mio giro antiorario dell’isola.

Sono stata fortunata a poter viaggiare ai tempi del Coronavirus, non soltanto perché l’Islanda è stato uno dei pochi paesi ad aprire le frontiere ma soprattutto perché ho trovato prezzi più bassi e la totale assenza del turismo di massa.

La prima cosa che ho fatto dopo il test Covid superato, è stata noleggiare un auto; la seconda è stata aprire la mappa e cerchiare i posti per me imperdibili.

Calcolatrice alla mano per il conteggio dei chilometri, in una mezz’ora ho buttato giù il mio itinerario di 10 giorni, molto elastico e con molto tempo per recuperare e aggiungere anche qualche fuori strada.

Sulla mappa qui sotto la panoramica dei punti toccati nei 2700 km on e off the road.

Islanda in 10 giorni

Tappe e chilometri giornalieri della mia Islanda in 10 giorni

Anche se la maggiorparte dei chilometri è stata percorsa lungo la scenografica Ring Road, ho fatto anche parecchi off road che mi hanno portato a vivere alcune disavventure come quella nel Landmannalaugavegur che ti racconterò tra qualche giorno.

Andiamo a vedere velocemente le 10 tappe affrontate. Saranno approfondite nei prossimi post altrimenti viene fuori un tema!

  1. Reykjavík-Circolo d’Oro-Reykjavík (242km)
  2. Reykjavík-Laugavegur-Selfoss (450km)
  3. Selfoss- Jokülsárlón (322km)
  4. Jokülsárlón- Egilsstaðir via Öxi (256km)
  5. Egilsstađir-Dettifoss-Mývatn-Húsavik (210km)
  6. Húsavik-Akureyri (75km)
  7. Akureyri- Bíldudalur (520km)
  8. Bíldudalur-Dynjandi-Olafsvík (353km)
  9. Olafsvík-Kirkjufell-Olafsvík (46km)
  10. Olafsvík-Reykjavík (194km)

1️⃣Reykjavík-il Circolo d’Oro-Kerid Crater (242 km)

La prima giornata è sempre dedicata all’ambientamento, di solito mi faccio una passeggiata a piedi per entrare subito nello spirito del luogo.

Della capitale islandese rimarranno impressi nella memoria i colori vivaci della via dedicata allo shopping, Laugavegur dove mi sono divertita a giocare nella campana più lunga che abbia visto in vita mia.

È un lunghissimo disegno su strada con ben 100 caselle numerate uno spasso per grandi e piccoli!

Il pomeriggio è dedicato alla parte più turistica ma d’altronde imperdibile: il famoso Circolo d’Oro di cui ti ho già parlato nell’articolo sull’Islanda.

In ordine ho visitato il Parco Nazionale Þingvellir, Strokkur, il geyser più affidabile del mondo che sbuffa ogni 4-8 minuti e per concludere in bellezza la meravigliosa cascata di Gullfoss.

Di ritorno a Reykjavík il primo fuori strada è stato al Keriđ Crater per vedere lo splendido lago vulcanico di un colore unico tra il verde smeraldo e il blu cobalto.

E’ stato l’unico posto in cui ho dovuto pagare per accedere (2,50 euro).

Islanda in 10 giorni
Kerid Crater

2️⃣Reykjavík-Landmannalaugavegur-Selfoss (450 km)

Primo imprevisto del viaggio purtroppo avuto nel posto che più in assoluto avrei voluto visitare: il Landmannalaugavegur.

Avrei voluto fare un bel trekking nella terra che ha ispirato la Contea de “Il Signore degli Anelli” ma il destino aveva altri piani per me.

La strada per raggiungere la zona interna è infatti malmessa e serve un fuoristrada, a meno che non si voglia percorrerla in continua paranoia di bucare.

Nonostante non abbia bucato mi è successo di peggio!

A causa delle piogge si formano delle pozze d’acqua e l’ho scoperto soltanto a pochi metri dall’arrivo…

Un signore mi ha avvisato che avrei potuto attraversare il primo guado ma non il secondo perché l’acqua era troppa alta.

E io non avevo un fuoristrada ma una semplice umile KIA,anche se con un’anima 4×4 …

Ho cambiato così strada per cercare di aggirare il guado e raggiungere la meta ma lì, dopo aver attraversato ben 5 laghetti, mi sono impantanata.

Scoprirai come ho fatto a cavarmela in uno dei prossimi post!

Alla fine l’unica alternativa è stata quella di tornare indietro per la strada sterrata: per fare 40 chilometri ho impiegato più di un’ora.

Ho dovuto cambiare i miei piani e ripiegare sulla città di Selfoss per trascorrere la notte che originariamente doveva essere nel Landmannalaugavegur.

Disavventura a parte, se vai in Islanda devi assolutamente uscire dalla Ring Road e andare a vedere questa regione perché nessuna foto può rendere la magia,l’incanto e i colori delle montagne di questo posto fuori dal mondo!

3️⃣Selfoss-Jökulsárlón (322km)

Il cambio programma mi ha regalato l’occasione di ammirare due delle cascate più belle e famose d’Islanda che nell’itinerario originale avrei sacrificato perché avrei guidato fuori dalla Ring Road.

La prima a fare la sua improvvisa comparsa è stata Seljalandsfoss, la Cascata Liquida, visibile già dalla strada.

Grazie a un sentiero impervio è possibile arrivare dietro la cascata stessa ed ammirarne il potente getto alto 60 metri.

L’imponente Skógafoss è stata la seconda in ordine di successione e mi ha accolto con un doppio arcobaleno in una splendida giornata di sole.

Skógafoss si può vedere da due prospettive: da sotto e da sopra.

Per salire c’è un breve sentiero con circa 300 gradini che permette di salire nel punto in cui la cascata si getta con un salto di 60 metri.

Da questo punto la via prosegue seguendo il corso del fiume inoltrandosi nella montagna.

Portati il k-way perché da lassù la potenza della cascata ti butterà addosso un bel po’ d’acqua.

Il viaggio è proseguito sfiorando la famigerata spiaggia nera di Reynisfjara cui ho dovuto rinunciare per raggiungere in tempo il ghiacciaio più grande d’Europa: Vatnajökull vicino a Jökursárlón.

Mentre guidavo sulla strada dritta e deserta, vedevo all’orizzonte le montagne innevate e quando infine ho superato un ponte voltandomi alla mia sinistra, ho assistito allo spettacolo più emozionante: gli imponenti iceberg della Glacier Lagoon.

Sono rimasta esterrefatta davanti all’immobilità di questi giganti di ghiacchio che assumevano tutte le tonalità dell’azzurro…

Ti racconterò poi nel dettaglio l’escursione in gommone al ghiacciaio che ti consiglio assolutamente di fare!

Islanda in 10 giorni
Glacier Lagoon

4️⃣Jokülsárlón- Egilsstađir via Öxi (256km)

Dalla zona dei ghiacciai riprendo la Ring Road verso l’Est ma a un certo punto mi trovo ad un bivio: ho due possibilità per raggiungere Egilsstađir.

La prima è proseguire sulla Ring Road e la seconda è prendere l’Öxi pass che taglia per la montagna e mi permette di risparmiare 60 chilometri.

In inverno credo che sia decisamente impraticabile quindi è un’opzione da prendere in considerazione solo d’estate.

Dopo uno sguardo d’intesa con la mia compagna di viaggio decidiamo ancora una volta di rischiare e tiriamo dritto per Öxi, sulla route 939.

Salgo così per una strada sterrata con gli occhi fuori dalle orbite osservando il paesaggio circostante!

Una delle strade più panoramiche e suggestive d’Islanda.

Abbiamo fatto la scelta migliore e i chilometri sono volati tra cascate che si gettavano dalle montagne e panorami mozzafiato.

Arrivo nel primo pomeriggio a Egilsstađir una tranquilla cittadina che mi darà ospitalità per la notte.

5️⃣Egilsstađir- Dettifoss-Mýtvan- Husavik (210km)

Questa è stata la giornata più ricca ed emozionante del mio viaggio di 10 giorni in Islanda.

Quella che per intensità di emozioni riassume al meglio il mio on the road.

La lunga infinita strada verso Nord sembrava la Route 66 e il deserto incorniciato dalle montagne rocciose mi faceva pensare continuamente alla Death Valley!

Ho respirato la libertà assoluta in quegli immensi spazi selvaggi e desolati.

Quando ho raggiunto Dettifoss fuori dalla Ring Road e ho visto apparire il vapore del suo potente getto da un canyon in mezzo al nulla, mi stavo per commuovere.

Dettifoss è la maggiore cascata islandese.

Circa 30 km prima di sfociare nella baia Öxarfjörður nell’Islanda settentrionale, il fiume cade da più cascate.

La più spettacolari delle quali sono tre, nell’ordine: Selfoss, seguita da Dettifoss e Hafragilsfoss. Tutte sono situate nel grandioso canyon Jökulsárgljúfur.

La potenza e la grandezza di questa cascata è qualcosa di indescrivibile…

A 1,5 km da Dettifoss è possibile raggiungere a piedi Sellfoss che ho ribattezzato Niagara d’Islanda, un altro spettacolo pazzesco.

Da Dettifoss di nuovo sulla strada per raggiungere Mývatn un lago vulcanico surreale così come il paesaggio che lo circonda:dalla terra ocra, arancione e bianca infatti emergono dei vapori dalle pozze sulfuree blu cobalto in un contrasto di colori da mozzare il fiato.

Rapita dal suggestivo paesaggio mi fermo a Hverir per camminare in quel piacevole anche se puzzolente inferno!

Eh già, le pozze blu cobalto emanano un odore insopportabile e sono tra l’altro inavvicinabili a causa della temperatura che arriva fino ai 100 gradi!

Pochi metri oltre la montagna mi imbatto nelle Nature Baths meno turistiche della famosa Blue Lagoon di Reykjavík ma altrettanto belle.

Tra l’altro costano anche molto meno: 40 euro contro i 100 della Blue Lagoon.

Purtroppo non avendo prenotato, non trovo posto ma non mi dispiace troppo: fuori ci sono 29 gradi e un sole che spacca le pietre, un clima davvero insolito per essere in Islanda.

L’idea di immergermi in acqua bollente non mi entusiasma particolarmente.

Riparto così verso l’ultima meta di questa indimenticabile giornata: Húsavik.

Qui troverò la guesthouse che più mi ha fatto sentire a casa dove l’amore e la cura della proprietaria si respiravano in ogni angolo.

Ho passeggiato per le tranquille stradine di questo piccolo centro con l’animo quieto ed appagato:non poteva esserci modo migliore di concludere una giornata così ricca di emozioni e paesaggi.

Anzi più tardi c’è stato: ho assistito ad un bellissimo tramonto verso le 10 di sera seduta comodamente sulla veranda del mio ostello, coccolata dallo scrosciare del fiume e dai colori pastello che coloravano il cielo.

Ring Road per Dettifoss

6️⃣Husavik-Akureyri (75km)

Lascio Húsavik dopo l’escursione per vedere le balene molto turistica ma ne è valsa la pena: ho visto 5 balene che sbuffavano e si immergevano nel mare!

Giornata di recupero con pochi chilometri e relax.

Ad Akureyri ho fatto il secondo test Covid previsto in Islanda per chi supera i 10 giorni di viaggio, in pochi minuti sbalordendomi dell’efficenza e dell’organizzazione islandese.

Nel pomeriggio raggiungo l’hotel più economico dell’intero viaggio nel quale non soltanto ho avuto un’accoglienza calorosa da Robert, ma anche il privilegio di farmi un bagno bollente nella Jacuzzi vista fiordo con un panorama unico!

7️⃣Akureyri- Bíldudalur (520km)

Giornata impegnativa che prevede di raggiungere il punto più remoto d’Islanda dove pochi si spingono: l’Ovest dei fiordi.

Il motivo della scelta lo scoprirai nella tappa successiva, la numero 8, e sappi che è stato aggiunto all’ultimo momento grazie ad una foto vista su instagram…

Il viaggio è stato molto lungo soprattutto perché gli ultimi 200 chilometri ho imboccato la strada 60: uno sterrato spettacolare che serpeggia tra i fiordi.

Per fare 100 km si impiegano quasi due ore ma che panorami tra fiordi che spuntano all’improvviso dopo una curva,montagne verdi, canyon attraversati da ruscelli,mare blu e cascate!

Vale la pena visitare l’Ovest solo per percorrere questa strada scenografica!

Arrivo a Bíldudalur,un paesino di appena 200 anime, con l’ansia di non trovare posto per la notte: senza connessione in quella zona non ho potuto prenotare.

Per fortuna avvicinandomi al centro abitato,è tornata la linea e quando la proprietaria ha risposto “Sì” alla mia domanda:”C’è posto per stanotte?”, ho tirato un sospiro di sollievo.

Se non avessi trovato posto probabilmente avrei dovuto dormire in macchina pur di non aggiungere altri chilometri alla faticosa giornata.

8️⃣Bíldudaur-Dynjandi-Olafsvík (353km)

Mi sveglio di buon’ora per andarmi a prendere il premio di tanta fatica: la cascata Dynjandi a 70km da Bíldudalur.

Inutile dirti che lo spettacolo della regina d’Islanda è valso ogni chilometro percorso per raggiungerla!

Dire che è la più elegante, imponente e maestosa cascata che abbia mai visto in vita mia è riduttivo!

Un palazzo alto 100 metri che si allarga man mano come un vestito a balze dell’Ottocento partendo da 30 metri di larghezza per raggiungere alla base, 60 metri.

Questa foto rende vagamente l’idea delle proporzioni:

Islanda in 10 giorni

Con gli occhi pieni di meraviglia e il cuore colmo di gioia, mi rimetto alla guida per scendere verso sud ripercorrendo a ritroso lo sterrato della strada 60 e raggiungendo nel pomeriggio la famosa penisola di Snaefellsnes.

Pernotterò a Olafsvík avamposto per l’ultima escursione del mio incredibile viaggio.

Islanda in 10 giorni
Cascata Dynjandi

9️⃣ Olafsvík-Kirkjufell-Olafsvík (46km)

L’ultimo giorno è dedicato a ciò che amo fare più in assoluto: camminare.

E non camminerò in un luogo qualunque ma sul Kirkjufell, la montagna più fotografata d’Islanda nonché set della serie televisiva Game of Thrones.

Voglio salutare l’isola dalla vetta dei suoi 453 metri.

Cerco sul web qualche info sul trekking in cui leggo che è facile e non presenta grandi difficoltà.

E smentisco categoricamente queste informazioni.

Anche se si tratta di 5 km tra andata e ritorno, ci sono dei punti molto pericolosi a pochi metri dalla cima in cui addirittura bisogna salire con le corde.

Dedicherò un post a parte sul trekking al Kirkjufell perché non bisogna assolutamente sottovalutarlo.E lo dico perché ho fatto un volo di tre metri rischiando di schiantarmi sulle rocce!

Me la sono cavata con una brutta distorsione e una ferita al labbro ma poteva finire in tragedia.

1️⃣0️⃣ Olafsvík-Reykjavík (km 194)

Dopo la brutta disavventura al Kirkjufell è ora di tornare alla capitale Reykjavík, stavolta guiderà con mio grande rammarico Bruna la mia amica nonché compagna perfetta di viaggio.

A Reykjavík trovo un appartamento gestito da un ragazzo italiano che gentilissimo mi procura anche delle stampelle.

Concludo con un po’ di shopping tra le vie di Laugavegur il mio on e off the road di 10 indimenticabili giorni in Islanda.

Qual è il posto che ho visitato che ti ha colpito di più?

Un abbraccio

Veronica

 

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17 COMMENTS

    • Oh yesss absolutely yes my friend 😍😍😍 one of the most beautiful trip I’ve done❤

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  2. Veronica, sei uno spettacolo!
    Che bello il tuo racconto!
    Posto unico
    ma quanto ti diverti ad andare ad esplorare
    il mondo? 🙂
    Sempre la Numero Uno 🙂

    • Bella Monica 😍😍😍…lo sai che per me viaggiare è VIVERE al cento percento ❤

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  3. ah, ecco dov’eri finita… e io che mi preoccupavo per te!

    sono curioso di sapere come hai fatto a scivolare: da te non me lo sarei mai aspetto! 🙂

    ai prossimi resoconti, allora, che saranno affascinanti come questo.

    un abbraccio.

    • Maurooooo è da tantissimo infatti che non ci sentiamo!!!
      Tra qualche post lo scoprirai…errore mio ho sottovalutato questa montagnetta di 450m…ed ho imparato una grandissima lezione: mai sottovalutare una montagna!!

      Intanto ti abbraccio forte forte e alla prossima puntata 😂😂😂😂

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