Kjeragbolten: un’imperdibile avventura tra le montagne

Kjeragbolten

Credevo che la magica alba a Preikestolen fosse il picco massimo delle emozioni in Norvegia ma non avevo ancora visto il Kjeragbolten.

Il Kjeragbolten si trova a Kjerag, una montagna della Norvegia, situata nel comune di Forsand, nel Ryfylke, nella contea di Rogaland.

È una destinazione famosa per la sua vista unica sul Lysefjord sottostante e la sua scogliera ripida che lo rende un luogo ideale per base jumping e trekking mozzafiato.

Ci sono andata subito dopo Preikestolen: avevo così tanto entusiasmo che non ho potuto aspettare.

Da Tau a Lysebotn in traghetto

Fiordi norvegesi

Da Tau prendo il traghetto per Lysebotn e già la traversata in mare circondato dagli incantevoli fiordi, vale da sola il prezzo del biglietto.

Appoggiata al corrimano della nave mi godo lo spettacolo delle montagne che si stagliano all’orizzonte sotto un cielo minaccioso che crea un’atmosfera mistica.Una barca a vela solitaria completa il quadro bucolico.

Un paesaggio che toglie il fiato per la sua grande bellezza.

Le forti raffiche di vento che fanno indietreggiare tutti sul ponte e che spostano persino le sedie in plastica, saranno il mio divertimento a bordo.

Prima di arrivare a Lysebotn il traghetto effettua due fermate l’ultima della quale a Flørli.

Flørli  è un’altra meta imperdibile se sei in Norvegia.

Era in programma dopo il Kjeragbolten ma la pioggia ha rovinato i miei piani e a malincuore ho dovuto proseguire il viaggio per non perdere giorni preziosi.

Cosa c’è di tanto speciale a Flørli?

La scalinata più lunga d’Europa: 4444 gradini e, ovviamente, un panorama mozzafiato..

Arrivo a Lysebotn e sopralluogo a Kjerag

Arrivo a Lysebotn nel tardo pomeriggio e decido subito di andare in avanscoperta.

Da qui percorrerò i 7 km più scenografici mai visti in vita mia sulla Lysevegen una strada di 27 tornanti che sale sulla montagna.

Ad ogni curva un’esclamazione di meraviglia e guardando in basso un grande senso di precarietà: basta una manovra sbagliata e si fa un volo di più di 600 metri!

Al termine della strada ecco apparire un paesaggio fuori dal mondo, sembra di essere in Scozia: prati verdissimi, cielo nuvoloso, montagne, rocce sparse ovunque e pecore al pascolo libero.

Persino nel parcheggio pascolano tranquillamente e si avvicinano alle persone per rimediare qualche cosa da mangiare.

Ne approfitto e ne accarezzo una. Nonostante viva in campagna e mi capiti spesso di imbattermi in greggi non ne avevo mai toccata una.

Al tatto scopro che il pelo che immaginavo soffice come i maglioni di lana, è in realtà ruvido e per di più zuppo per la pioggia.

La mia attenzione però viene quasi immediatamente distolta dal panorama sotto ai miei occhi.

Accanto al ristorante  Øygardstøl,  punto di partenza per l’escursione al Kjeragbolten, si gode di una vista spettacolare sull’ oceano di montagne che si staglia all’ orizzonte.

Mi sembra di essere in un film di Tolkien.

Rimango senza parole di fronte alla loro immensità.

Volgendo lo sguardo al cartello con le informazioni sul percorso sento una nuova emozione nascere dentro di me.

Non vedo l’ora di camminare su quella montagna.

Il Kjeragbolten : il masso più fotografato della Norvegia

Il Kjeragbolten è un grosso masso cuneiforme incastrato in un crepaccio nelle montagne di Kjerag.

Al di sotto del masso, mille metri più sotto, scorre il Lysefjorden.

E’ il protagonista indiscusso di questa zona in quanto il masso in questione si presta per foto spettacolari se si ha il coraggio di salirci sopra.

Arrivare al Kjeragbolten richiede un grande impegno fisico: si impiegano dalle 6 alle 10 ore tra andata e ritorno.

Nei 4,9 km da Øygardstøl a Kjerag ci sono tre montagne da superare tra salite e discese ripidissime.

La mia avventura a Kjerag

A differenza di Preikestolen stavolta mi alzo senza sveglia e me la prendo comoda ipotizzando un minor afflusso di turisti data la difficoltà dell’escursione classificata come rossa.

Arrivo sul posto per le 10 e noto che il parcheggio non è particolarmente affollato: buon segno!

Comincio subito con una salita mostruosa tutta su roccia aiutandomi con le catene della via ferrata.

Sin da subito il panorama è al cardiopalma e lo sconsiglio a chi soffre di vertigini.

In alto si susseguono montagne dopo montagne tutte rocciose con pareti lisce a strapiombo sul mare. In basso  il porto di Lysebotn che appare così piccolo da quassù.

Dopo più di mezz’ora a combattere con l’equilibrio cercando di non scivolare e con lo sforzo fisico non indifferente alzo lo sguardo al secondo palo delle indicazioni e cado nello sconforto: avevo fatto soltanto 600 metri!

Non osavo immaginare il resto.

Fortunatamente però, è seguita la discesa che terminava su una parte in piano che ho attraversato su una passerella in legno.

Stavolta la roccia ha lasciato spazio anche al verde e all’acqua: un laghetto dalle acque limpide, tanti ruscelli e poi di nuovo una montagna da superare.

Oltrepassata l’ultima delle tre salite il paesaggio diventa lunare: una spianata infinita con piccoli crateri che sembrava sospesa nel cielo.

Ero arrivata a circa 1000 metri di altitudine e il panorama che mi si prospettava tutto intorno era da togliere il fiato.

Dopo 2 ore e 40 di cammino finalmente avvisto il segnale che indica 100 m all’arrivo.

L’ ultimo tratto da attraversare è un lungo corridoio di rocce l’una sull’ altra: enormi massi forse crollati chissà da quanto tempo che hanno creato un sentiero fino al Kjeragbolten.

Ed ecco apparire sul finire del corridoio, la famosa roccia sospesa a picco su 1000 m.

Una piccola folla di fotografi aspetta l’amico o la ragazza per immortalare il momento della salita al masso.

Kjeragbolten: si può giocare con la vita per una foto?

Ovviamente anche io volevo quella foto.

Ti confesso però una cosa: ero quasi certa che si trattasse di un effetto ottico per cui non mi ero preoccupata più di tanto.

Mentre ero in fila (avevo una decina di persone avanti a me) non potevo vedere il masso che si nascondeva dietro la roccia ma i visi dei temerari che sparivano per poi tornare sorridenti dopo pochi secondi mi rincuoravano durante l’attesa.

Solo un paio di persone avevano il terrore impresso sul volto, le altre riapparivano felici e soddisfatte.

Non vedendo cosa effettivamente accadeva dietro la roccia, ero convinta che tutti riuscissero facilmente nell’impresa anche persone sovrappeso e dall’aspetto poco atletico.

Quindi, la mia convinzione che si trattasse di un effetto ottico, si rafforzava sempre più finchè non è giunto il mio turno.

Mi avvicino alla parete, giro la curva poggiandomi sull’unico gancio disponibile e mi ritrovo faccia a faccia col masso.

Non era affatto un effetto ottico!

Per salirci bisognava fare un piccolo salto visto che la punta è tonda e tra l’altro c’è pochissimo spazio per stare in piedi.

Un passo falso e si vola di sotto per 1000 metri.

Si impiegano all’ incirca 20 secondi prima di schiantarsi da quell’altezza: 20 secondi di terrore.

Le mie gambe cominciano a tremare, il cuore a battere all’impazzata: non mi sento di saltare così mi metto seduta cercando l’appoggio col piede ma aumento solo la difficoltà.

Alla fine mi dico: “Al diavolo la foto, non posso mettere a rischio la vita per uno scatto.”

Così torno indietro con un senso di amore mai avuto per la mia vita.

Mi consolerò con una vista spettacolare, seduta al bordo della roccia a strapiombo osservando poco lontano dei coraggiosi che si gettano con le loro tute alari.

Ripercorrendo il sentiero a ritroso rifletto sulle follie che certe persone sono in grado di fare pur di immortalare un momento.

Per quanto mi riguarda ho imparato un’altra cosa su di me: l’avventura sì ma senza giocare con la vita. Non sono fatta per esperienze adrenalitiche!

E tu invece che tipo sei? Pigro, avventuroso o adrenalina-dipendente?

Un abbraccio

Veronica

27 COMMENTS

  1. Ciao Veronica! Che panorami mozzafiato! Sai che avrei fatto anch’io la tua scelta? Da quando mi sono rotta il polso durante una passeggiata lungo il torrente mi sono resa conto che è così facile farsi del male da essere diventata molto più prudente. Diciamo che, come te, ho capito che la vita e la salute hanno molto più valore di quanto ne attribuissi prima!

    • Assolutamente d’accordo con te cara Tania…forse diventando più grandi si diventa più saggi e prima di “buttarsi” si riesce a valutare con consapevolezza se è il caso o meno…Alla fine non avrò la foto sul masso ma lassù ogni angolo si presta benissimo per foto altrettanto spettacolari..e w la vita😅😂❤

      • nel blog non si vede (credo), anzi lo uso come rimedio, ma è un momento psicologicamente molto pesante. la vita ci mette di fronte a dure prove quando si spegne una persona che ci è stata vicina per molti anni.

      • Eh no che non si vede purtroppo, anche se non averti sentito per un po’ mi dava da pensare…certo non un evento triste come quello che mi hai detto.
        I questi casi credo che nessuna parola possa essere troppo di conforto, il tempo potrà aiutarti a superare questo momento difficile.
        Per quello che vale l’unica cosa che mi verrebbe da fare se ti avessi di fronte è di abbracciarti forte e dirti che tutto andrà comunque bene.
        Che il mio abbraccio arrivi fin dove sei e possa confortarti❤

  2. Che strane rocce, ruvide come graffiate.
    Quel ristoro credo sia per me la parte preferita, e l’architetto un genio o un pazzo, però certo vedere quei canaloni dall’alto dev’essere incredibile.
    Bel pezzo, grazie.

    • Davvero particolari Mikahel…e quel ristoro è qualcosa di unico, secondo me è un un’opera di un genio (che va a braccetto con la follia😁) … la vista da lì è indescrivibile ❤
      Grazie a te che hai dedicato del tempo per me un abbraccio forte🌻

  3. Concordo con la tua saggia decisione di rinunciare alla foto “spericolata”, anzi… a dire il vero credo che in linea generale la bellezza di un luogo parli da sola, non necessiti di essere contaminata sempre e comunque dalla presenza umana. Brava Veronica e complimenti per questa ennesima meravigliosa avventura per le strade del mondo!

    • Non potrei essere più d’accordo con te Giovanni…anzi forse quel masso è ancora più bella senza presenza umana a dirla tutta❤
      Grazie a te che come sempre mi dedichi un po’ del tuo tempo leggendo e scambiando le tue impressioni con me🌻

  4. Avventurosa sì, ma come te credo non valga proprio la pena di rischiare la pelle per una foto.
    I panorami sono davvero mozzafiato… ci credo che la Norvegia ti sia entrata nel cuore 😉

    • Siamo sulla stessa lunghezza d’onda😍😍😍 alla fine con o senza me il panorama resta assolutamente stupendo…forse anche più bello, più selvaggio😁😜

  5. Prima di tutto penso che sia stata un’altra esperienza meravigliosa, lo si capisce dal tuo racconto 😉
    Secondo, pensavo anche io fosse un’illusione ottica! Mi sembra di aver visto una foto che “smascherava” il sasso, invece…

    Hai fatto benissimo a non rischiare, non ne vale la pena.
    L’avventura sì, un po’ di pazzia anche ma sempre senza rischiare 😉

  6. Brava Veronica, ottima scelta!
    Poi da come ci racconti mi sembra che non sia stata proprio una
    passeggiata salire fino a lassù.
    Bello, bellissimo ma pericoloso.
    🙂
    ciao una serena giornata

    • Infatti già solo riuscire a salire lassù è un’impresa 😅 ma la vista impressionante ripaga di ogni sforzo credimi…quanto al masso..si troppo pericoloso per me…se ci ripenso mi tremano ancora le gambe 😂😂😂
      Ti abbraccio forte cara Monica, buona giornata ❤

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