La Via Francigena in Toscana: un arrivederci, non un addio

 

Colpo di scena: la mia accompagnatrice rinuncia, è troppo stanca.

Ora posso dire chi era…

Mia figlia Erin, di dieci anni.

La Via Francigena

Ha camminato con me per oltre 240 km tra momenti di crisi, dovuti alla fatica, risate a crepapelle e leggerezza.

Tanta leggerezza.

Un viaggio a piedi con un bambino aggiunge un valore inestimabile a questo tipo di esperienza già di per sè unica.

L’insegnamento più grande che mi ha regalato mia figlia è quello di “non prendersi mai troppo sul serio.”

Un bambino è semplice: se è stanco, si ferma senza pensare ad obiettivi o sfide da raggiungere.

Mi sono ritrovata moltissime volte a cambiare programma, tappe ed orari.

Quando provavo a forzare per arrivare alla meta del giorno senza grandi risultati lei mi guardava e mi diceva: “Che ti importa?”

In effetti che cosa importa se non arrivo alla meta prefissata, faccio meno chilometri e non concludo la Via Francigena?

Se fossi stata sola avrei avuto il solito atteggiamento intransigente verso me stessa e avrei fatto tutto esattamente seguendo la guida.

Senza uscire dal sentiero, tutto sotto controllo come sempre, senza sorprese.

Il “fuori” pista, che  ho raccontato nell’ultimo    post , mi ha fatto comprendere quanto invece nell’inatteso si nascondano le sorprese più belle, forse, perchè sono impreviste e non le si carica delle solite aspettative.

 Toscana: il caldo da record

Quando ho programmato il mio cammino lungo la Via Francigena ho, come sempre, tenuto conto del clima tipico del mese di giugno.

La mia leggendaria presunzione di aver tutto sotto controllo, previsioni del tempo incluse, mi si è ritorta contro. Infatti ed è arrivato un caldo torrido, atipico per la stagione.

Solitamente non do peso agli allarmismi e anche in questo caso, nonostante mi fosse arrivata voce delle temperature che sarebbero schizzate a 40 gradi, sono andata avanti senza farmi influenzare.

Così ho sperimentato sulla mia pelle cosa si prova a camminare 8 ore sotto il sole, anche sull’asfalto, stretta nella morsa di un caldo opprimente.

E’ arrivato all’improvviso.

L’arrivo del caldo da record coincide con il mio arrivo a Massa.

Toscana: la Via Francigena da Massa a Lucca

Mi trovavo a pochi chilometri da Massa dove le ultime montagne degli Appennini mi separano dalla città.

Erano da poco passate le due del pomeriggio quando intravedo le bianche montagne da cui si ricava il pregiatissimo marmo che ha reso famosa la città.

Camminavo sull’asfalto quando ho cominciato ad avvertire un senso di affaticamento insolito per l’orario.

Quando si cammina a piedi si diventa più sensibili ai segnali del corpo e si riesce a stabilire una routine di marcia che ne rispetta i ritmi senza alterarli.

Per questo motivo ogni impercettibile cambiamento si nota immediatamente.

Nella mia routine quotidiana comincio a camminare verso le 7.30 di mattina e fino alle 15.30-16 non avverto quasi mai fatica.

E’ il mio ritmo ideale, poichè mi permette di arrivare in ostello ed avere tutto il pomeriggio per recuperare.

Alle 14 ero già stanca.

Capisco che qualcosa non va, ma non me ne preoccupo più di tanto e continuo a camminare inoltrandomi su per la salita che mi porta in un boschetto.

Alla fine della salita sono zuppa, fradicia di sudore dalla testa ai piedi.

Mi distraggo dalla sete, dal caldo opprimente e dalla stanchezza grazie al primo panorama che mi regala la vista sui vigneti terrazzati, sulla città ai miei piedi e sulle montagne bianche che poco prima erano lontane ed ora mi appaiono vicine in tutto il loro splendore.

 

Bevo in continuazione. Un litro all’ora.

Dopo la seconda ora finisco la scorta di acqua, ma non mi dispero, anzi mi dico che troverò una fontanella.

Incredibile ma vero, non appena supero l’ennesima salita trovo proprio una fontanella.

L’ ho considerato un piccolo miracolo visto l’isolamento della zona che stavo attraversando.

Intorno a me solo vitigni verdissimi, boschi, montagne e qualche villetta sparsa qua e là.

Stavo camminando a mezza costa sull’ ultimo tratto degli Appennini nel silenzio e lontano dalla frenesia che popolava la città che vedevo in basso piccola piccola sporgendomi dalla strada.

La vista di quella fontanella è stata come un’oasi nel deserto!

Mi sono lanciata verso l’acqua con enfasi bagnandomi dalla testa ai piedi, ho bevuto fino alla nausea e dissetata, mi sono seduta nell’unico angolino d’ombra che ho trovato, proprio accanto alla fontanella.

Ho riposato per una mezz mezz’ora abbondante, non avevo forze se non quella della mente motivata da questa frase trovata poco prima nel bosco che ho preso come un segno d’incoraggiamento.

La Via Francigena

Rimetto lo zaino in spalla con un grande sforzo di volontà e passo dopo passo, mi ritrovo nell’inferno bollente della strada sotto il sole che non dà tregua.

Poco dopo avvisto un signore che cammina in senso contrario al mio in mutande, abbronzatissimo e mi viene da sorridere pensando che abbia trovato la soluzione per ammortizzare il caldo.

Incrociamo gli sguardi e mi fa: “Dai che è quasi finita, 3 km di discesa e sei a Massa”

Raccolgo le ultime forze e mi aggrappo alle parole del signore bizzarro (ma non troppo) che passeggia in mutande e finalmente arrivo alla meta.

Distrutta.

20 chilometri che sono sembrati 40.

Mi butto sul letto dell’ ostello e non riesco nemmeno a scendere per cenare.

Mi addormento confidando che le temperature l’indomani si sarebbero abbassate.

Nei giorni seguenti si ripete esattamente la stessa storia solo che la stanchezza si fa sentire sempre prima.

Quando arrivo a Lucca sono scarica nel corpo e  nella mente.

Comincio a riflettere.

Salgo sulla Torre Guinigi che ho la fortuna di avere a pochissimi passi dall’ostello.

25 rampe di scale e 230 scalini per raggiungere il piccolo giardino pensile abitato da 7 lecci.

Lassù a 45 metri di altezza tira un vento che è una benedizione, accompagnato da un panorama meraviglioso sulla bella città.

Mi siedo e resterò lassù coccolata dalla brezza fresca per quasi due ore valutando se è il caso o meno di continuare in queste condizioni.

Alla fine scelgo di fermarmi. La Via Francigena, per me, si ferma qui.

Continuare non avrebbe senso se ogni giorno deve diventare una corsa alla meta.

Amo camminare per le sensazioni di gioia e pace che mi regala, ma devo essere sincera con me stessa: non le provo in questo inferno bollente.

A differenza delle altre volte, però non me ne faccio un cruccio e raccolgo l’insegnamento più prezioso di questa esperienza: “non prendersi troppo sul serio”.

Il Cammino non deve trasformarsi in una sfida dell’ego, ma deve essere un’occasione per guardarsi dentro, conoscersi un po’ di più ed apprendere le lezioni passo dopo passo.

So che tornerò sulla Francigena il mio non è un addio ma un arrivederci.

Da Lucca è tutto

Un abbraccio

Veronica

46 COMMENTS

  1. Che bella esperienza Veronica, adesso che so chi era la tua compagna di viaggio … mi spiace ancora di più non avervi incontrate! Complimenti anche per la tempra di entrambe, considerato il clima di questo periodo 😉 Ciao, a presto 🙂

    • Si è stata un’esperienza meravigliosa poter dividere la strada con mia figlia e dispiace tantissimo anche a me non averti incontrato per così poco…ti ringrazio con tutto il cuore❤😍😘

    • Hai ragione caro Mauro non potevi trovare parole migliori.. esperienza, vita, crescita❤

      Un abbraccio da me e Erin 🌻😊😘

  2. si vede nel tuo sorriso il sorriso di tua figlia, la stessa emozione, la stessa via tracciata, di un solco di madre ai passi di un figlio la vita.
    Che belle che siete. Un abbraccio con affetto

    • E’ apparso il tuo commento carissimo Sarino😍
      E’ sempre stupendo leggere le tue parole che sono sempre poesia❤
      Grazie di cuore ti abbraccio forte🌻

  3. Sometimes it is much more sensible to listen to your body and retire to return another day, than to push on and really hurt yourself. Your extreme hot weather is even being reported to us here in Australia, so it sounds quite dangerous for people who are not accustomed to it. Take care and return to the Via in 2020! Melx

    • I believe that no one can understand me better than you, you who have come a long way and know well the sensations you feel in various atmospheric situations. The heat is really the worst … he told me badly with the weather but I’ll come back and finish my journey on the Francigena.
      I embrace you dear Mel and thank you so much❤

  4. La vita mi ha insegnato che il valore di un viaggio prescinde quasi sempre dal raggiungimento della meta finale. Quindi complimenti a te ed alla tua bimba per questo fantastico cammino e… brava Veronica peer aver interpretato i segnali ed aver trovato il coraggio di fermarti nel momento in cui era necessario farlo 🙂

    • “La vita mi ha insegnato che il valore di un viaggio prescinde quasi sempre dal raggiungimento della meta finale”… parole sante caro Giovanni. Raccolgo questo prezioso insegnamento anche io senza rammarico poiché la cosa che mi stava più a cuore era donare del tempo “esclusivo ” a mia figlia. E le nostre camminate, litigate e risate tra pianure, montagne e colline se le ricorderà per tutta la vita❤
      Ti abbraccio forte forte

  5. Complimenti tesora! Grande tu e grande la tua piccola principessa! Vedi..molte volte bisogna seguire la leggerezza dei bambini per godere ancora di più della vita! Un abbraccio! 💗

    • Non sai quanto sia d’accordo con te. Più si “cresce ” e più si perde quella leggerezza dell’anima. L’aspetto che più mi manca dell’infanzia è proprio quella spensieratezza…si era felici con niente magari con un pacchetto di figurine o solo andando dal giornalaio e si viveva il presente senza ansie ne angosce 😅
      Potessi scegliere un periodo da rivivere sarebbe senz’altro l’infanzia 😜
      Ti abbraccio forte forte Chris❤😍😘

  6. Capire quando smettere, conoscere i propri limiti è la prima cosa che provano a farti capire le guide alpine! Brava Veronica, tua figlia ti avrà insegnato a non prenderti troppo sul serio, ma tu le hai insegnato qualcosa di altrettanto importante! Un bacio a tutte e due!

    • Grazie di cuore cara Rita, la scelta è stata difficile ma bisogna sempre dare retta al proprio corpo e ammettere quando non si è in grado di continuare….questo me l ha insegnato lo sport 😊😉 ti abbraccio fortissimo e buona giornata ❤

  7. Sei una forza della natura. Viaggiare così intimamente con il proprio figlio è un’emozione unica. Un’esperienza che rinforza il legame tra mamma e figlia, attimi che rimarranno presenti per sempre nella mente e nel cuore di entrambe. Fermarsi al momento giusto è ancora più duro che continuare il cammino, un gesto di estremo coraggio. Brave!

    • Grazie per le bellissime parole Falupe❤

      “Fermarsi al momento giusto è ancora più duro che continuare il cammino, un gesto di estremo coraggio” quanto è vero!!!!

      La consolazione più grande è quella di aver regalato la cosa più preziosa che ho, il tempo, a mia figlia quei momenti se li porterà sempre con sè❤

      Un abbraccio forte forte

  8. Ciao Veronica,
    come siete belle!
    La gioia di condividere traspare dai vostri occhi.
    Brava Veronica, bravissima!
    Leggerezza e ascolto
    nuovi insegnamenti
    Sei veramente una persona speciale e speciale la tua carica tanto da riuscire a coinvolgere
    tua figlia così tenera …ma tenace come la sua mamma.
    Bellissimo il tuo racconto e il tuo condividere con noi, paso dopo passo, le scoperte, i dubbi,
    le incertezze e la bellezza di trovare, giustamente, il bello in ogni cosa si faccia con il cuore.
    Ti abbraccio forte, ben tornata a casa.
    🙂 🙂

    • Ciao carissima Monica come sempre sai leggere nel profondo, la tua sensibilità è un dono davvero speciale e sono contenta che tu faccia parte (anche se virtuale ma non troppo😉) di ogni mio viaggio,per me una parte fondamentale di vita…
      Le tue parole mi riempiono di gioia e mi incoraggiano a continuare su questa strada meravigliosa di scoperta e speranza❤
      Ti abbraccio fortissimo, buona giornata e al prossimo viaggio😊

  9. Che bel viaggio e che bella compagnia! Hai fatto bene a fermarti, il cammino insegna anche questo: ad ascoltarsi, a capirsi meglio, a realizzare quali sono gli obiettivi che contano davvero!
    Al prossimo viaggio 🙂
    Giulia

    • E’ vero Giulia ogni Cammino insegna qualcosa di nuovo sulla vita ma soprattutto su se stessi❤
      Grazie di cuore per il sostegno ti abbraccio forte Giulia😍😘

  10. I think you made a smart decision, Veronica. Sometimes the conditions conspire against us, and then it’s good not to insist on one’s plan, whatever the cost. I hope you have recovered!
    Best,
    Tanja

  11. Bellissimo racconto Vero. Sei riuscita a farmi immergere nella situazione e nella sensazioni che hai provato. Posso dirti che hai fatto la scelta migliore. Camminare non è una gara ma un piacere e tu lo sai bene 🙂

    • Grazie Gabry, tu lo puoi capire perché lo hai fatto anche tu e tra le tante cose che s’imparano camminando c’è anche quella di conoscersi più a fondo e riconoscere i propri limiti😜😅
      La finirò il prossimo anno e stavolta giocherò di anticipo sul caldo❤
      Un abbraccio forte forte

  12. Ironia della sorta, anche io ho lasciato la francigena a metà con l’obiettivo di riprenderla e concluderla appena possibile. Non deve essere facile sentirsi responsabile di una bambina – perdipiù della propria – e ammiro chi riesce a gestirsi in modo da tale da rispettare l’esigenze di una accompagnatrice tanto particolare.

    • Ma dai???
      Eh sì hai ragione è stata una decisione sofferta ma col senno di poi “saggia”. E’ dura fare i conti con i propri limiti ma è necessario saperli accettare e questa esperienza mi ha lasciato proprio questo insegnamento: accettare senza opporsi anche che le persone non sono tutte uguali a te😅 (ancor di più i propri figli😅)
      Un abbraccio forte e chissà magari ci ritroveremo sulla Francigena a chiudere il cerchio😉

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