Seychelles

L’isola di La Digue ad oggi resta al primo posto in assoluto nella classifica dei luoghi più belli che abbia mai visto.Qui ho trovato la combinazione perfetta tra natura, mare, clima e cibo che potrebbero farmi pensare un giorno di mollare tutto e trasferirmi.Ne varrebbe davvero la pena.

La vita in questa piccola isola è davvero semplice, i ritmi sono lenti, ci si sposta in bicicletta, il clima è perfetto –  le temperature che oscillano tutto l’anno tra i 24° e i 30° – natura rigogliosa e verdeggiante, spiagge bianche di sabbia finissima e un mare di ogni sfumatura di blu.

 

Se il Paradiso esiste lo immagino esattamente cosi!

Oggi vi parlerò dell’escursione alla spiaggia più bella dell’isola: Anse Marron.Vi consiglio fortemente di provarla resterà indelebile nei vostri ricordi per lo spettacolo che saprà regalarvi.

Siamo partiti di buon’ora con l’intento di visitare l’ultima e più ambita spiaggia di La Digue all’estremo Sud dell’isola inaccessibile con le bici  e irraggiungibile a piedi senza una guida locale. Ad Anse sous d’Argent, luogo di ritrovo delle guide, ci viene indicato Sultan come esperto in questo tipo di escursione.

E’ un tipo ombroso, silenzioso, misterioso sembra uno sciamano con i suoi capelli neri rasta ma conosce davvero bene l’isola e ci regalerà un’esperienza unica. Sultan decide di mettersi in viaggio verso mezzogiorno perchè ci spiega che il primo tratto da affrontare sarà in acqua e dobbiamo aspettare che arrivi la bassa marea.

Sento subito il profumo dell’avventura e non vedo l’ora di cominciare! Con me ci sono mia figlia di 7 anni, mia sorella e suo figlio della stessa età della mia, una mia amica con il figlio di 9. Un gruppo insolito ma unito e compatto che ha allietato con risate a crepapelle la nostra escursione.

Scocca mezzogiorno e via si parte alla conquista di Anse Marron. Guadiamo con gli zaini e le ciabatte sopra la testa (vi consiglio un paio di scarpe da ginnastica al posto delle infradito!) un tratto di mare per poi raggiungere dopo una ventina di minuti, un piccolo lembo di terra coperto da sabbia bianca e finissima circondato dalle caratteristiche enormi rocce levigate disseminate per l’intera isola. Toccata la terra ferma ci avventuriamo nella natura selvaggia.

Sultan ci apre la strada tra piccoli spazi ricavati spostando le foglie delle piante che in questo tratto dell’isola sembrano poco ospitali con l’uomo.

La guida ci racconta che poco più avanti due turisti che avevano provato da soli a raggiungere l’ambita spiaggia erano morti cadendo dalle rocce. Dopo un tratto di giungla tra pantani, pozze d’acqua e arrampicate, spostata l’ultima pianta che impediva la vista, si apre avanti a noi una vera e propria montagna di rocce a picco sul mare. Dovevamo oltrepassarle per poi proseguire nella foresta.

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L’impresa richiede un po’ d’agilità e velocità perché la temperatura delle rocce a quell’ora è rovente!

Inoltre non bisogna soffrire di vertigini come la nostra povera amica che in quel tratto ha davvero lottato contro la sua paura!.

Il panorama da quella posizione unica e privilegiata è indescrivibile. Il mare blu cobalto che sfuma in diverse gradazioni sembra fondersi con il cielo.

Il bianco delle rocce illumina lo scenario che ci circonda. Un paesaggio di rara bellezza. Dopo circa un’ora e trenta di camminate e arrampicate varie alternando giungla, mare e rocce arriviamo finalmente a destinazione.

Sposto l’ultima foglia di palma che come la tenda di un sipario si apre sulla destra lasciando libera la visuale dello spettacolo avanti a miei occhi estasiasti: uno scenario mozzafiato. Le rocce avevano creato in questo punto dell’isola delle piscine naturali protette dalle correnti e dalle grandi onde.

Acqua cristallina quasi bianca per il riflesso della sabbia sul fondo. Massi levigati di una grandezza quasi irreale sembravano sculture contemporanee dimenticate lì da qualche artista.

 

 

Mentre si fa il bagno immersi nell’acqua calma e calda si può ascoltare la musica in sottofondo del rombo delle onde che vanno a infrangersi sulle rocce creando degli spettacoli d’acqua che schizza ovunque. Un divertimento irrinunciabile per i bambini.

Il tempo e la fatica impiegati per raggiungere questa spiaggia unica è stato ampiamente ripagato. Il ritorno è ancora più avventuroso, il percorso è diverso dall’andata. Arriveremo a Grand Anse ( ve la descriverò nel prossimo post insieme alle altre spiagge da non perdere) esausti ma felici.

Se avete in programma un viaggio alle Seychelles non potete perdervi il piccolo gioiello La Digue 😊

Un abbraccio

Veronica

Se volete scoprire di più sulle Seychelles leggete anche:

Il tramonto più bello a La Digue (Seychelles)

Le spiagge più belle di La Digue (Seychelles)